La passeggiata

La campagna

Un guerriero della luce ha bisogno di amore. L’affetto e la tenerezza fanno parte della sua natura, quanto il mangiare, il bere e il piacere del Buon Combattimento.

Quando il guerriero non si sente felice davanti al tramonto, c’è qualcosa di sbagliato. In quel momento interrompe il combattimento e va in cerca di compagnia, per assistere insieme all’imbrunire.

Se ha difficoltà nel trovarla, si domanda: “Ho avuto paura di accostarmi a qualcuno? Ho ricevuto affetto e non l’ho capito?”

Un guerriero della luce usa la solitudine, ma non ne viene usato.

P.Coelho

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Il Piacere

Ma voi dovete rinunziare per sempre al mio amore, voi dovete allontanarmi da me; dovete essere nobile e grande, e generoso, risparmiandomi una lotta che mi fa paura. Io ho molto sofferto, Andrea, e saputo soffrire; ma il pensiero di dover combattere contro di voi, di dovermi difendere contro di voi, mi dà un terrore folle. Voi non sapete a costo di quali sacrifizi ero giunta ad ottenere la calma del cuore; non sapete a quali alti e carissimi ideali ho rinunziato… Poveri ideali! Sono diventata un’altra donna, perché era necessario che io diventassi un’altra; sono diventata una donna comune, perché così chiedeva il dolore. (Gabriele D’Annunzio)

marilenariellopoetto

Un pomeriggio al Poetto

 

marilenariellopoetto

Compleanno ardente

Per i suoi primi

seimila anni,

un drago indossò

festosi gioielli

e allegri panni.

Si lucidò le scaglie,

infilò un paio di setose calzamaglie.

Si sbuffò addosso

una nuvola di fumo,

usando lezzo di zolfo

come esotico profumo.

E sbuffando sbuffando,

arrivò il momento della torta,

lunga venti metri,

ma per lui un po’ corta.

Serrò stretti gli occhi,

desiderò balocchi.

Soffiò una lieve folatina

ma l’imponente soffiatina,

non diede via di scampo

ad una sola candelina.

Sicchè la torta

con tutti gli invitati,

bruciò con un sol getto

e lasciò carbonizzati.

da Le Filastorpie – Filastrocche per piccoli bambini orrendi

Green hole

La Bussola

Poteva accadere.
Doveva accadere.
È accaduto prima. Dopo.
Più vicino. Più lontano.
E’ accaduto non a te.
Ti sei salvato perché eri il primo.
Ti sei salvato perché eri l’ultimo.
Perché da solo. Perché la gente.
Perché a sinistra. Perché a destra.
Perché la pioggia. Perché un’ombra.
Perché splendeva il sole.
Per fortuna là c’era un bosco.
Per fortuna non c’erano alberi.
Per fortuna una rotaia, un gancio, una trave, un freno,
un telaio, una curva, un millimetro, un secondo.
Per fortuna sull’acqua galleggiava un rasoio.
In seguito a, poiché, eppure, malgrado.
Che sarebbe accaduto se una mano, una gamba,
a un passo, a un pelo da una coincidenza.
Dunque ci sei? Dritto dall’animo ancora socchiuso?
La rete aveva solo un buco, e tu proprio da lì? Non c’è fine al mio stupore, al mio tacerlo.
Ascolta
come mi batte forte il tuo cuore.

Wislawa Szymborska “Ogni caso

http://barbarapicci.wordpress.com/2012/03/18/ho-perso-la-bussola/