Luce leggera

Il più delle volte stava bene in quel posto,
quanto di più comodo ed economico potesse desiderare.
Incredibilmente leggera, un soffio di vento avrebbe potuto ingoiarla, si poteva arrivare a galleggiare sul serio li.
Non come quelli finti, dove le radici sono grosse così e ti logorano fino alle ossa.

Invece no: era un luogo sempre accogliente, permetteva di camminare anche scalzi e con i talloni tondi, come quelli dei bambini piccoli, lungo le cicatrici, senza sentire il benché minimo dolore.
Così, a pensarci senza troppo armeggiare poteva considerala la sua casa.

Quella dei suoi sogni. Quella del silenzio.

chiudi quella porta
che porta?
quella! chiudila, presto, o sbatterà forte, fortissimo e lo sentiranno tutti!
di cosa stai parlando, non c’è una porta qui!
CHIUDILA! …fai piano, chiudila prima che sia troppo tardi.
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vento

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lostraniero

Porticciolo Porto Pino

La nostra paura più profonda non è di essere inadeguati.
La nostra paura più profonda è che noi siamo potenti al di là di ogni misura. E’ la nostra Luce, non il nostro buio, ciò che più ci spaventa.

Ci domandiamo: chi sono io per esser brillante, splendido, pieno di talento, favoloso? In realtà chi sei tu per non esserlo? Tu sei un figlio dell’universo. Farti piccolo non serve al Mondo. Non vi è nulla di illuminante nel restringersi in modo che gli altri intorno a te non si sentano insicuri.
Noi siamo fatti per rendere manifesta la gloria dell’Universo che è in noi. Non solo in alcuni di noi, è in ognuno di noi…quando lasciamo splendere la nostra luce, inconsciamente diamo agli altri il permesso di fare lo stesso. Quando ci liberiamo delle nostre paure, la nostra presenza rende liberi automaticamente coloro che ci circondano

Nelson Mandela (Discorso di insediamento, 1994)Porto Pino porticciolo 2

Le Girandole

Le Girandole


L‘ho fatta grossa, stavolta troppo. Giochiamo?!

Scarpe, tappeti, lenzuola e quel divano! NO! Giochiamo?!

Come una volta, volteggio di nuvole e i ricordi frullano in circolo. Piccole voci, giochi di corse, dormite in giardino sotto l’ amaca. Respiri amorevoli. Giochiamo?!

Perdoni implorati ed accolti, d’ un tratto spariti. Giochiamo?!
Solo lo strascicare della corda ancora appesa al collo mi ricorda i rumori di una vita passata.

L’odore intorno che sta per piovere. Le luci forti, la notte. Mi servirà un riparo, intanto aspetto che torni. Cerco. Aspetto.
Giochiamo?!

ElogIo deLla moNotoNia

Station

Fermato a due sassi
languisco
sotto questa
volta appannata
di cielo

Il groviglio dei sentieri
possiede la mia cecità

Nulla è più squallido
di questa monotonia

Una volta
non sapevo
ch’è una cosa
qualunque
perfino
la consunzione serale
del cielo

E sulla mia terra africana
calmata
a una arpeggio
perso nell’aria
mi rinnovavo. (Giuseppe Ungaretti 22.08.1926)

La passeggiata

La campagna

Un guerriero della luce ha bisogno di amore. L’affetto e la tenerezza fanno parte della sua natura, quanto il mangiare, il bere e il piacere del Buon Combattimento.

Quando il guerriero non si sente felice davanti al tramonto, c’è qualcosa di sbagliato. In quel momento interrompe il combattimento e va in cerca di compagnia, per assistere insieme all’imbrunire.

Se ha difficoltà nel trovarla, si domanda: “Ho avuto paura di accostarmi a qualcuno? Ho ricevuto affetto e non l’ho capito?”

Un guerriero della luce usa la solitudine, ma non ne viene usato.

P.Coelho